Valid XHTML 1.0 Transitional

I l   F l a u t o   d o l c e . . .

Origini ed Etimologia

... o flauto a becco, flauto dritto, in inglese “recorder”, in francese “flûte à bec” (flauto a becco), in tedesco “Blockflöte” (flauto a blocco), è uno strumento musicale a fiato in legno, di origine antichissima indatabile, è uno dei più diffusi nella musica antica, dal medioevo in poi.                       Flauti

Flauti dolci tardo rinascimentali e cornamuti in possesso di Pro Musica Antiqua


Organologia

Il sistema di produzione del suono è piuttosto complesso, simile a quello delle canne d'organo o più semplicemente a quello del fischietto.  Il  fiato  viene  incanalato  dall'imboccatura  in  uno  stretto  condotto  e  diretto contro il labium, l'oscillazione tra interno ed esterno mette in vibrazione la colonna d'aria. I suoni vengono modulati, come per tanti altri generi di strumenti a fiato, accorciando e allungando la colonna d'aria che vibra al suo interno mediante appositi fori tappati o liberati dalle dita dell'esecutore. I tipi di legno storicamente più usati per la sua costruzione sono l'acero, il pero, il bosso e l'avorio.

( vedere immagine a lato: sezione che mostra dove si produce il suono)


Le varie Taglie ed il loro Utilizzo

Dal rinascimento in poi, il flauto dolce, come quasi tutti gli strumenti a fiato, viene organizzato in famiglie, per potere accompagnare i gruppi di cantori, nascono così varie taglie dello strumento, dal sopranino, molto piccolo e dal suono acutissimo, al gran basso, alto più di due metri ed in grado di intonare note anche molto gravi.
 Taglie

Flauti Dolci tardo Rinascimentali,
dal Syntagma Musicum di Michael Praetorius, 1619

Letteratura

La letteratura dedicata a questo strumento è vastissima: dal medioevo al rinascimento: da Guillaume de Machault a Jacob van Eyck, per citare solo gli autori più importanti, non quelli “specialistici”; dal rinascimento al barocco: in Italia Claudio Monteverdi, in Germania Heinrich Schütz, in Inghilterra Henry Purcell ed in Francia Jacques Hotteterre; in epoca tardo barocca: in Italia Antonio Vivaldi e Benedetto Marcello, in Germania Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Georg philipp Telemann. L'impossibilità di agire significativamente sull'escursione dinamica ne determinò il tramonto durante l'epoca romantica. Nell'ultimo secolo assistiamo alla riscoperta del flauto dolce, specialmente a fini didattici per l'estrema versatilità e per la facilità esecutiva almeno iniziale, ma anche a fini compositivi, anche estremamente virtuosistici.