I l S e r p e n t o n e
Ecco come Berlioz definisce il basson russe, strumento grave
della famiglia del serpentone: “Il suo timbro non ha niente
di veramente caratteristico. Il suono non è fisso e di
conseguenza ne risente l’intonazione, tanto che, a mio parere,
potrebbe essere cancellato dalla famiglia degli ottoni senza
fare alcun torto all’arte”. Nonostante questa descrizione
pessimistica comunque i documenti testimoniano che l’utilizzo
di questo strumento fu vasto sia per quanto riguarda il lungo
periodo di vita, sia per la varietà dei generi musicali in cui
fu impiegato. Il serpentone è stato inventato ad Auxerre nel
1590 da Edme Guillame, canonico della cattedrale, il quale avvertiva
la necessità di avere uno strumento da utilizzare a sostegno
del coro nel canto gregoriano e nel canto piano. Il serpentone
può essere utilizzato comunque anche per la musica profana,
come ad esempio per le danze, ma la quasi totalità del suo repertorio
è di stampo religioso. Nei secoli il serpentone è stato utilizzato
anche in orchestra e nelle bande militari, sino al diciottesimo
secolo. Handel (Fuochi d’Artificio 1749), Haydn, Beethoven,
Rossini (Assedio di Corinto 1826), Bellini, Mendelssohn, Berlioz,
Verdi (Vespri Siciliani 1855) e Wagner (Rienzi 1842), sono soltanto
alcuni dei compositori che hanno utilizzato il Serpentone in
alcune delle loro opere. Il declino del Serpentone incomincia
nel 1818, con l’invenzione dell’ophicleide (letteralmente serpente
a chiavi); anche l’ophicleide avrà comunque un breve utilizzo
(sicuramente più breve che il serpentone) dovuto all’invenzione
della tuba. Caduto in un oblio generale il serpentone verrà
riscoperto a metà degli anni cinquanta grazie al costruttore
Christopher Monk. I suoi strumenti sono ancora oggi i più utilizzati
in campo mondiale.
E’ possibile utilizzare il serpentone in ensemble di strumenti
rinascimentali affidandogli le parti di basso continuo. Nonostante
lo studio di questo strumento sia ostacolato dal fatto che risente
dell’umidità e dal fatto che alcune note sono praticamente mancanti
a causa della loro scarsa intonazione, il serpentone. specialmente
se suonato in chiesa, ha un timbro affascinante, avvolgente
e arcaico.
Il corpo principale del serpentone ha la caratteristica forma
«a serpente», che è forse la prima causa di attrazione che si
prova verso questo strumento.
Il legno utilizzato per la costruzione del serpentone è
il sicomoro (Ficus sycomorus, famiglia delle moracee)
o il legno di noce, poiché sono di facile lavorabilità. Nonostante
questo, l’impossibilità di piegare tale legno secondo la forma
necessaria, fa sì che il serpentone venga forgiato in due metà
simmetriche successivamente incollate e rivestite in cuoio.
La lunghezza del tubo può variare leggermente anche se è stabilizzata
a "otto piedi" (210 cm), non comprensivi del boccaglio
in ottone. La conicità del tubo evolve in modo decisamente rapido,
all’inizio è di 25 mm per terminare a 110 mm. Lungo il tubo
si trovano sei fori; possono esserci anche fori supplementari
azionati da chiavi. Suddetti fori, che il più delle volte sono
tre, vengono utilizzati per correggere l’intonazione di alcune
note (Fa#, Si, Do#). Questi fori supplementari risalgono comunque
a serpentoni del XVIII secolo e non sono invece presenti nei
primi serpentoni che erano, appunto, dotati di soltanto sei
fori. Come accennato in precedenza all’inizio del tubo troviamo
un boccaglio in metallo; il boccaglio, anch’esso conico e piegato,
ha lunghezza di circa 37 cm per suonare a 440 Hz e di circa
27 cm per suonare a 415 Hz. Il bocchino, originariamente in
avorio o metallo, oggi sovente riprodotto in plastica, può avere
forme e grandezza simili ad un bocchino da trombone oppure può
essere un ingrandimento di un bocchino da cornetto. Erroneamente
il serpentone viene considerato il basso della famiglia dei
cornetti, mentre questo fatto può essere smentito proprio dal
punto di vista organologico, ma ancor di più dal punto di vista
storico. Esiste, infatti, un cornetto basso (anche se in verità
ha una tessitura di baritono) che ha una forma totalmente differente
dal serpentone e, soprattutto ha un foro tipico del cornetto
sulla parte posteriore per il pollice, cosa che è del tutto
assente nel serpentone. Dal punto di vista storico, possiamo
quindi affermare con sicurezza che il cornetto ha origini e
storia maggiormente italiane, mentre il serpentone ha origini
e storia decisamente francesi.
Bernard Fourtet, Metodo per serpentone, Toulouse, Proprietà dell’autore, 2003.
Esiste inoltre un Methode de Serpent pour le Culte et le Service Militare del 1814, riedito da Minkof, Ginevra 1974.